La rifinitura di tutti i componenti descritti e' stata eseguita con un particolare stucco, caratterizzato
dall'estrema leggerezza.
E' preparato miscelando della resina epossidica con delle speciali cariche, in questo caso delle microsfere di
vetro cavo (microballons).
Hanno l'aspetto di una polvere bianca finissima ed impalpabile e miscelandole con la resina si trasformano in
una "pappa" giallastra dalla consistenza cremosa, percio' tixotropica (non cola).
La percentuale resina/microsfere e' variabile ma non e' critica, per stuccature che richiedono una certa resistenza
meccanica si puo' miscelare una parte di resina e due di microsfere (misurate in volume).
Per stuccature leggere come quelle superficiali o riempitive si puo' aumentare il rapporto a 1 a 3 oppure 1 a 4.
Piu' e' alta la percentuale di microsfere piu' leggero e' lo stucco, ma le resistenza meccanica peggiora, occorre percio'
trovare il giusto compromesso. Una volta polimerizzato, questo stucco e' facilmente carteggiabile e la superficie
risulta molto levigata.
In certi punti, come ad esempio le attaccature delle superfici aerodinamiche, e' necessario abbondare con lo stucco
per raccordare l'angolo vivo ed ottenere un eccellente effetto estetico.
Lo stucco va steso in modo regolare ed omogeneo su tutta la superficie in composito, in modo da ricoprire le cavita'
tipiche del tessuto. Per questa operazione e' necessaria una spatola in materiale flessibile, ottima anche una carta
di credito scaduta o un ritaglio di plastica.
Quando lo stucco e' indurito dev'essere accuratamente levigato con carta abrasiva di grana progressiva, iniziando
dalla 100 per finire con la 280, quest'ultima usata possibilmente insieme all'acqua.
Dopo la stuccatura e levigatura e' necessario applicare una o piu' mani di "fondo". Si tratta di una vernice spray opaca,
serve a creare uno spessore carteggiabile e a far aderire la verniciatura finale.
Per questa e' stata scelta una prima e seconda mano di smalto acrilico bianco opaco ed una terza mano di vernice trasparente
a due componenti (ISOFAN). Si ottiene cosi' una superficie lucida e brillante, molto resistente ai graffi ed alle intemperie.
Per le colorazioni ci si puo' sbizzarrire a volonta', tenendo conto che i colori accesi permettono una maggiore visibilita'
durante il lancio e i colori troppo scuri (nero o grigio antracite) tendono a far surriscaldare la cellula
quando e' esposta al sole per lungo tempo.