Come costruire degli affidabili accenditori per motori


Spesso gli accenditori che si trovano nelle confezioni di motori commerciali non fanno il loro dovere, nel senso che invece di accendere il motore provocano solo una lieve fumata dall'ugello, il pallosissimo "miss fire".
Essendo progettati per motori tradizionali, la loro forma costruttiva e la lunghezza dei terminali elettrici non e' idonea a motori di altro genere.
I motori ibridi hanno inoltre la necessita' di un accenditore piu' robusto, data la loro particolare conformazione fisica.
Per questi motivi ho realizzato diversi prototipi di accenditore, fino a trovare un metodo semplice, poco costoso e affidabilissimo.
I materiali necessari sono di facile reperibilita' anche se la miscela pirogena potrebbe creare qualche difficolta', anche se superabile.
Tutto quello che serve e' del filo elettrico sottile, uno spezzone di filo sottile in nikel-cromo, un saldatore per stagno, colla Vinavil, un po' di clorato di potassio e dello zolfo.

Il filo in nickel-cromo deve essere molto sottile, non piu' dello spessore di un capello (0,2 mm).
Viene usato normalmente per la costruzione delle resistenze ed e' reperibile in un fornito negozio di materiale elettrico.
In alternativa e' possibile ricavarlo smontando le resistenze usate per riscaldare gli sportelli dei frigoriferi (per evitare la formazione di condensa).


PROCEDIMENTO COSTRUTTIVO

- Si prende una coppia di fili elettrici isolati in pvc, spessore circa 1 mm e lunghi 25/30 cm.
Possono andare bene anche quelli che formano la treccia dei cavi telefonici.
Si ottengono togliendo la copertura in plastica che li racchiudono.

- Si spellano le estremita' per circa 3 mm.

- Aiutandosi con una pinzetta si avvolge l'estremita' del filo in nickel-cromo sul terminale spellato del cavetto, facendo circa 10 giri e lasciando libero uno spezzone lungo circa 30 mm.
Con una pinza si piega l'estremita' del cavetto e poi la si blocca con una piccolissima goccia di stagno.

- Stessa operazione per l'altro capo del filo. Otterremo cosi' due cavetti uniti da un sottile filo lungo circa 30mm.

- Con delicatezza si avvolge il capillare intorno al cavetto a cui e' stato saldato e poi si uniscono i due fili sfasati in modo da non far toccare le saldature.
Per evitare rotture accidentali si possono bloccare con una goccia di cianoacrilato o uno spezzone di guaina termoretraibile.

- I fili possono ora essere attorcigliati insieme e spellati all'altra estremita'. Con un multimetro si controlla la continuita' del circuito (ovviamente deve risultare in cortocircuito).

- Si prepara la miscela pirogena mescolando accuratamente del clorato di potassio finemente polverizzato (2 parti) con dello zolfo (1 parte) e della colla Vinavil non diluita (2 parti).
Otterremo una poltiglia gialla con la consistenza della crema.

- Si immerge il terminale con la spiraletta nella miscela in modo da impregnare abbondantemente circa 10 mm di filo e si lascia essicare il tutto per 24 ore.

- Anche se la miscela pirogena non e' molto sensibile all'umidita' e' consigliabile conservare gli accenditori in un tubo di plastica chiuso alle estremita'.

Sono adatti a sistemi di accensione a 12 volt e con un'erogazione di corrente di almeno 2 A